Partita Iva Artigiano

Scopri come aprire una partita Iva per artigiano. Costi, tempistiche e se hai bisogno di supporto contattaci.

Il nostro studio si occupa di tutte le pratiche necessarie per ottenere una partita Iva per artigiani. Se devi avviare un attività che rientra nell’artigianato puoi contare sulla nostra consulenza professionale.

Anche un piccolo errore di valutazione potrebbe comportare dei grossi rischi in fase di avvio di un’attività artigianale ad esempio, sbagliare il codice Ateco. 

Il parere di un esperto in materie tributarie e fiscali ti permette di prendere fin da subito la giusta direzione.

Richiedi una consulenza anche online, grazie alle moderne tecnologie come Skype, Zoom e altre piattaforme digitali non ci sono limiti territoriali e il nostro studio è operativo in tutta Italia.

Chi può aprire una partita Iva come artigiano?

Innanzi tutto bisogna capire quali tipi di attività rientrano nell’artigianato o chi può essere definito un artigiano.

L’artigiano innanzi tutto svolge un tipo di lavoro manuale, in secondo luogo quel tipo di lavoro contribuisce a creare valore all’interno della comunità o della società.

Vogliamo fare qualche esempio pratico di lavoro manuale che porta un contributo reale nel migliorare la vita quotidiana?

  • Elettricista

  • Falegname

  • Idraulico

  • Fabbro

  • Calzolaio

  • Web designer

Ovviamente ci sono molte altre professioni che rientrano nel settore dell’artigianato se hai dei dubbi in tal senso contattaci e li chiariremo insieme.

Hai dei dubbi sul tipo di attività che svolgi? Si tratta davvero di artigianato?

Tutto qui? Quindi puoi aprire partita Iva per artigiani?

Ci sono alcune cose importanti da sapere. Ad esempio se vuoi avviare un attività come artigiano devi essere consapevole che la legge (art. 3 della legge 443\1985) spiega chiaramente che dovrai svolgere in prima persona e in misura prevalente per produrre beni lavorati o semilavorati o prestare servizi.

Per spiegarci meglio: se sei un elettricista non puoi limitarti alla sola gestione dell’impresa ma dovrai impegnarti anche ad essere presente nella prestazione dei servizi che offri, ad esempio la realizzazione di un nuovo impianto elettrico.

Se sei un falegname o un altro tipo di artigiano che produce beni lavorati o semilavorati, vale lo stesso principio. Oltre alla gestione dell’impresa dovrai in prima persona produrre i beni o gli oggetti di artigianato.

Sei un artigiano e vuoi aprire partita Iva?

Nel nostro Paese sono tante le imprese artigiane e rappresentano il vero organo produttivo della Penisola.

Si può definire ‘impresa artigiana’ solo se possiede determinati requisiti che differiscono a seconda del tipo di attività che viene svolta dall’impresa stessa.

Se tempo fa veniva riconosciuta la qualifica artigiana solo alle Cooperative, alle attività in Nome Collettivo e alle srl con un solo e unico socio, ormai da una ventina d’anni si possono costituire imprese artigiane in forma societaria, con più soci.

Questa opportunità è di grande valore sia per gli imprenditori artigiani che potranno convertire la forma societaria della loro attività sia per le Srl già esistenti che potranno conseguire la qualifica artigiana se possiedono i requisiti.

Quali requisiti deve avere un’impresa artigiana

Secondo la legge quadro sull’artigianato, un’impresa artigiana può costituirsi in forma societaria solo se ci sono le seguenti condizioni:

  • si attiene ai limiti dimensionali attesi per l’impresa artigiana e svolge lavori tipici delle imprese artigiane;

  • la maggior parte dei soci effettua prevalentemente lavoro personale, anche manualmente, nelle fasi della produzione del prodotto. Se i soci sono due è sufficiente che uno soddisfi questi requisiti. Inoltre il lavoro deve avere una posizione di rilievo rispetto al capitale;

  • è una srl con unico socio a condizione che quest’ultimo abbia requisiti di imprenditore artigiano e che non abbia altre srl oppure è una società in accomandita semplice i cui soci abbiano requisiti di imprenditore artigiano e non siano soci di atre srl o di altre società in accomandita semplice.

Da qui deduciamo che SPA e SAPA sono escluse.

Riconoscimento di un’impresa artigiana

Se i requisiti sopra esposti vengono soddisfatti sarà poi necessario essere iscritti all’albo.

In particolare la legge 443/1985 articolo 5 costituisce un albo di tutte le imprese artigiane al quale le attività che vogliono usufruire di agevolazioni devono essere necessariamente iscritte.

Consultando una visura camerale potrai trovare facilmente il numero di iscrizione all’albo degli artigiani.

Vantaggi di aprire una partita IVA artigiani

Quali vantaggi si hanno nell’aprire una partita IVA artigiani?

Le imprese artigiane in questo modo possono separare i beni personali da quelli dell’impresa e questo riduce evidentemente i rischi economici.

Inoltre consente di avere accesso a tutte le agevolazioni finanziarie e al capitale di rischio così da evitare il problema della sottocapitalizzazione.

Le imprese così strutturate non sono assoggettate a fallimento e ad iter simili al concordato preventivo, che è una procedura del diritto italiano di cui può usufruire un debitore che è in stato di crisi o insolvenza.

Rispetto ad altri settori d’impresa come l’industria, le imprese artigiane in forma societaria possono godere di condizioni economiche più vantaggiose che derivano dal contratto lavorativo.

Il regime forfettario per artigiani: perché è utile

Il regime forfettario è nato per facilitare la gestione della Partita IVA e per diminuire il peso delle imposte. 

Si tratta quindi di un sistema fiscale agevolato di cui possono beneficiare lavoratori autonomi come gli artigiani che fatturano massimo 65.000 euro all’anno.

Nel 2021 chi sceglie il regime forfettario deve pagare una sola imposta sostitutiva corrispondente al 15% del reddito tassabile. Per gli artigiani questo consiste nel fatturato annuale meno la somma versata nello stesso periodo per i contributi e il 33% per le spese.

Ti sarà utile sapere che l’aliquota dell’imposta sostitutiva si abbassa al 5% nei primi cinque anni di apertura di un’attività se si soddisfano determinati requisiti che elenchiamo brevemente di seguito:

  • il contribuente non deve aver svolto nei tre anni prima dell’apertura della nuova Partita IVA, attività di tipo artistico, d’impresa o professionale;

  • la nuova attività non deve essere una sfacciata prosecuzione dell’attività precedente ad eccezione del lavoro autonomo o dipendente e del praticantato;

  • si può continuare l’attività svolta da un altro soggetto a condizione che i guadagni dell’anno prima siano inferiori alla somma massima permessa.

Oltre a questi vantaggi vediamo perchè è utile avvalersi del regime forfettario nel 2021 aprendo la Partita IVA artigiani.

Innanzitutto sei dispensato dall’ esporre l’ Iva in fattura, cosiddetta franchigia Iva e dal vincolo di registrare le fatture.

Non sei obbligato a tenere i registri contabili e a usare la fattura elettronica.

Contributi INPS per artigiani

Per gli artigiani che scelgono il regime forfettario i contributi INPS sono sia fissi che variabili.

Gli artigiani devono iscriversi alla Gestione INPS artigiani.

Nella circolare INPS 9 febbraio 2021 n. 17 vengono indicate le somme dei contributi dovuti per l’anno 2021 da coloro che sono iscritti alla Gestione Artigiani e alla Gestione Commercianti.

I contribuenti artigiani con reddito pari o inferiore a 15.953 euro sono tenuti a versare solamente la quota fissa ovvero 3.836 euro.

Invece per coloro che hanno ottenuto un reddito maggiore è necessario aggiungere un altro contributo calcolato sulla parte in eccesso, con aliquota al 24%(per gli under 21 al 22,35%).

Per gli artigiani già in pensione che hanno più di 65 anni di età si ha diritto ad una riduzione del 50% dei contributi abitualmente dovuti.

Quindi se hai scelto il regime forfettario con opzione della riduzione del 35% dei contributi INPS dovrai pagare 2.496 euro.

Ribadiamo che se superi questa soglia dovrai versare il 24% dei contributi conteggiati sull’eccedenza.

Il versamento dovrà essere eseguito mediante modello F24 entro le seguenti date:

  • 17 maggio 2021
  • 20 agosto 2021
  • 16 novembre 2021
  • 16 febbraio 2022

Oltre a ciò, per le quote eccedenti il minimale si dovranno pagare contributi addizionali entro le scadenze per il versamento delle imposte sui redditi come saldo 2020, primi due acconti 2021

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