Contributo negozi centri storici

Finalmente è online la procedura che permette di presentare domanda per il contributo a fondo perduto riservato ai negozi dei centri storici. 

La presentazione delle domande è iniziata il 17 Novembre 2020, mentre il termine ultimo è stato fissato al 14 Gennaio 2021. Attenzione però, perché non si tratta di niente di nuovo, bensì del pagamento dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Agosto. E quindi, attualmente, ancora non erogati.

Potete trovare tutte le nuove disposizioni nel provvedimento rilasciato il 12 Novembre 2020, più precisamente art.59 DL 104/2020.

Di seguito tutte le info sul contributo a fondo perduto riservato ai negozi dei centri storici. 

Contributo negozi centri storici: a chi spetta

Il contributo per i negozi dei centri storici verrà erogato a tutte le aziende e i professionisti che hanno appunto la sede in uno dei centri storici segnalati, e che sono stati danneggiati dall’emergenza sanitaria. Il calo del fatturato dovrà derivare esclusivamente dal calo delle presenze turistiche, causate appunto dal Coronavirus. 

Potranno farne richiesta tutte le attività (di vendita beni e servizi) e tutti i professionisti che hanno sede in uno dei 29 Comuni (capoluoghi di Provincia o Città Metropolitane) designate. Ovvero:

  1. Torino;
  2. Genova;
  3. Padova;
  4. Bergamo;
  5. Bolzano;
  6. La Spezia;
  7. Bologna;
  8. Milano;
  9. Verona;
  10. Como;
  11. Verbania;
  12. Venezia;
  13. Bari;
  14. Palermo;
  15. Catania;
  16. Cagliari;
  17. Napoli;
  18. Ragusa;
  19. Siracusa;
  20. Agrigento;
  21. Matera;
  22. Lucca;
  23. Ravenna;
  24. Urbino;
  25. Roma;
  26. Pisa;
  27. Siena;
  28. Rimini;
  29. Firenze.

Ricapitolando, tutte le imprese che possono accedere al contributo a fondo perduto, dovranno avere la sede fiscale o la sede operativa nei centri storici di una di queste città. 

A quanto ammonta

Risulteranno danneggiate, causa Covid, tutte le attività che registrano una riduzione del fatturato del mese di Giugno 2020 di almeno un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Giugno 2019). Non necessitano di “requisiti di fatturato”, le attività aperte dopo il 1° Gennaio 2020.

La somma che spetterà ai richiedenti verrà calcolata in base alla differenza di fatturato tra Giugno 2019 e Giugno 2020. Agli esercenti spetteranno quindi le seguenti percentuali:

  • 15% della differenza di fatturato, se il fatturato 2019 non supera quota 400.000 euro;
  • 10% della differenza di fatturato, se il fatturato 2019 è compreso tra 400.000 e 1 milione di euro;
  • 5% della differenza di fatturato, se il fatturato supera quota 1 milione di euro. 

Infine, segnaliamo anche per i lavoratori autonomi (o persone fisiche) è previsto un contributo minimo di 1000 euro, che può arrivare fino ad un massimo di 150.000 euro. Lo stesso, avrà un importo minimo di 2000 euro in caso di soggetti diversi da persone fisiche.

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